TIPOLOGIE DI NODI NEI TAPPETI


Un altro elemento fondamentale nella realizzazione del tappeto sono i nodi. Questi sono legati in file sugli orditi; la prima fila di nodi viene legata alla base del tappeto.


Esempio di realizzazionedi un tappeto con nodo tibetano

 

 


Quando i nodi vengono stretti, il tessitore tira le estremità verso il basso; questa operazione serve per dare al pelo una direzione costante, in quanto i ciuffi di pelo si dirigono tutti verso la base del tappeto. Il pelo di ogni successiva fila di nodi copre il pelo della fila precedente, come se si trattasse delle tegole di un tetto.
La direzione del pelo può essere sia visiva che percepita al tatto, la sfumatura che appare cambiando il punto d'osservazione del tappeto è dovuta all'annodatura e alla luce assorbita dalle estremità del pelo, quindi se guardiamo un tappeto dalla base verso la cima si ha l'effetto di un incupimento dei colori. Al contrario la luce viene riflessa ai lati del pelo e dunque si ha l'effetto di uno schiarimento dei colori guardando il tappeto dalla cima verso la base.
Anche il disegno può rivelare quale sia la base e quale la cima del tappeto, di solito queste sono indicate dall'orientamento dei disegni e corrispondono a quelle indicate dalla direzione del pelo.

Esistono diversi tipi di annodatura.
Il processo di annodatura si esegue orizzontalmente e dal basso verso l'alto, fila per fila, alternando a fili di trama una riga di nodi di fili colorati. Alternando i colori dei nodi di ottiene il disegno. Gli annodatori lavorano vicini, seduti su una panca e il loro numero varia dalle dimensioni del tappeto.
Il tipo di nodo usato varia a seconda delle regioni di provenienza.


I più importanti sono:

Nodo simmetrico
Il nodo simmetrico:

Detto anche Turco, i due capi del filo si allacciano, ciascuno a una delle due catene adiacenti e fuoriescono nel mezzo per formare il pelo. Guardando il lato dritto del tappeto si nota un occhiello che attraversa i due orditi e si vede che entrambi i ciuffi del pelo emergono da sotto quest'occhiello.

nodo a-simetrico Il nodo a-simmetrico:

Detto anche Persiano, in questo nodo il capo del filo allaccia un'unica catena, si inserisce di nuovo e si estrae a fianco della seconda catena, in modo che tra i due capi sia inserita una catena, uno dei due capi poi è lasciato aperto, a destra o a sinistra, che forma il pelo.

In entrambi questi nodi, ciascun nodo è legato a due fili di ordito.
Esistono anche altre due varianti del nodo a-simmetrico, il nodo a-simetrico aperto a destra o aperto a sinistra.
Nel nodo asimmetrico il nodo non punta direttamente verso la base del tappeto, cosa che avviene con il nodo simmetrico, ma di dirige diagonalmente verso destra o verso sinistra, a seconda di come è stato annodato.


nodo tibetano
Il nodo tibetano:

Detto anche nepalese o nodo a cappio reciso. Questi tipo di nodo è molto usato oggi nella produzione dei tappeti contemporanei.
L'utilizzo di questo tipo di nodo, di derivazione persiana, caratterizzava anticamente solo i tappeti tibetani, mentre attualmente viene usato nelle produzioni in Nepal, Tibet, India.
Il nodo tibetano ha una struttura completamente diversa rispetto agli altri nodi. Il nodo viene infatti eseguito collocando di fronte all'ordito un'asta spesso una canna temporanea, che definisce l'altezza del pelo, per tutta la larghezza del tappeto. Quindi un filo lungo continuo viene avvolto attorno a due fili di ordito con il nodo simmetrico, poi il capo del filo, non reciso, viene avvolto intorno all'asta. Quando l'annodatore ha concluso l'intera fila di nodi, la comprime, passa trama, la ribatte ed infine taglia gli occhielli attorno all'asta per ottenere il nodo; a questo punto l'asta viene sfilata, questa tecnica produce un nodo resistente e consistente.
Di solito vi è una quantità di nodi maggiori lungo la direzione verticale rispetto a quella orizzontale. Questo effetto dipende dal processo di tessitura, dopo che le trame sono state tessute sopra ciascuna fila di nodi, i nodi stessi vengono pressati sugli orditi con puntine, in questo modo si comprime il nodo e lo si rende più largo che alto.