LA MANUTENZIONE DEL TAPPETO


Il nostro teem di esperti a redatto questi utili consigli per aiutarvi a mantenere intatto e inalterato il fascino e il valore dei vostri tappeto.


COSA NON VA ASSOLUTAMENTE USATO CON I  VOSTRI TAPPTI.



Andate in un museo a contemplare un tappeto persiano antico [significa prodotto prima del 1895]. Anche

il vostro tappeto può invecchiare altrettanto bene. Quale è il segreto? E' più semplice di quanto possiate immaginare: il tappeto nasce per essere usato e calpestato, lo distruggono le tarme, l’umidità intensa e permanente e soprattutto una manutenzione scorretta.


La prima cosa da non fare e lasciare i tappeti sempre nella stessa posizione, la parola d' ordine è rotazione: non si deve lasciare i tappeti orientali per molto tempo nella stessa posizione; bisogna girare

spesso il tappeto orientale in modo che se una parte si calpesta meno rispetto ad un altra parte, il calpestio risulti omogeneo. Girare il tappeto significa cambiare la sua posizione di 180 gradi. Questo rende il processo d’invecchiamento omogeneo per tutto il pelo considerando che oltre l’usura è anche soggetto a diverse intensità di luce. Ogni tappeto esige i suoi tempi di rotazione; negli ingressi si deve cambiarli di posizione più spesso ed in camera molto di meno.


Calore molto forte: qualsiasi fonte di calore diretta oppure forte e costante nel tempo, asciuga gli oli naturali e e le sostanze organiche della lana e la rende opaca e friabile come la lana tosata dall'animale morto, quindi è dannosa per i tappeti.


Luce solare diretta: i tappeti dovrebbero essere usati e tenuti nelle zone luminose onde evitare l’eventuale danno provocato dalle tarme, ma occorre ricordare che l’insolazione diretta per lungo tempo finirà con lo sbiadire i colori. Questo è un ulteriore motivo perché i tappeti vangano periodicamente girati, di modo che un eventuale alterazione del colore sia omogenea e non localizzata in un angolo o in un determinato punto del tappeto.


Animali domestici: la maggior parte degli animali amano i tappeti e se non si tratti d’animali addomesticati e ben abituati, essi costituiscono un vero e proprio problema. I gatti se trovassero un tappeto a rovescio o arrotolato s’impegneranno a disfare i nodi e le loro unghie garantiranno il risultato. L’acido dell’urina intacca seriamente il colore del tappeto. Se il fatto si ripeterà in maniera prolungata il tappeto marcirà. La macchia di urina va tolta immediatamente; se viene lasciata per troppo tempo sarà pressoché impossibile smacchiarla.


LE MACCHIE

Come pulire i tappeti

Se vi capita di versare qualche sostanza sul tappeto, è necessario intervenire immediatamente tamponando la zona con una batuffolo di cotone secco e assorbente: consigliamo anche di inserire un foglio di giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore dovesse stingere.


Successivamente pulire la macchia col sapone di Marsiglia, sciacquare e fare asciugare il più rapidamente possibile, facendo attenzione ad aerare il tappeto sollevando le parti bagnate. Non impiegare mai smacchiatori a meno che non siete certi della qualità dei coloranti utilizzati nella realizzazione del tappeto.


COME SI TOLGONO


[Attenzione: quando si dice acqua calda non significa bollente, si intende una temperatura sopportabile per lavarsi cioè non superiore a 45 gradi]


Macchie di urina: Assorbite l’eccesso di umidità usando un pezzo di stoffa non tinta. Passate sulla zona macchiata una spugna intrisa di acqua pulita e tiepida, ripetete più volte l’operazione. Sciogliete due cucchiai da tavola di aceto bianco in mezzo litro d’acqua tiepida e pulite la zona sporca; dopo qualche minuto sciacquate con una spugna non tinta, bagnata in acqua calda. Se necessario ripetete l’operazione. Fate asciugare mettendo sopra e sotto la zona umida, più strati di carta assorbente bianca o uno straccio di cotone non tinto e non inamidato. Pressare appoggiandovi sopra libri pesanti.


Macchie di tè, caffè, bevande dolci, succhi di frutta, latte, gelato, alcool: Assorbite l’eccesso di umidità. Passate su tutta la zona macchiata una spugna imbevuta d’acqua tiepida, pulita. Sciogliete un cucchiaio di detersivo (non alcalino) in 1/2 litro d’acqua tiepida e pulite la zona macchiata; dopo qualche minuto sciacquate con una spugna bagnata in acqua pulita calda. Se necessario ripetete l’operazione. Per asciugare tamponate la zona con uno straccio non colorato o usate un asciugacapelli al minimo.


Macchie di cioccolato solido o liquido, salsa, lucido da scarpe: Tamponate l’eccesso di umidità. Passate sulla macchia una spugna imbevuta d’acqua tiepida, togliendo il più possibile del liquido versato. Sciogliete una tazzina di Shampoo per tappeti privo di sapone o detersivo in quattro tazzine d’acqua tiepida e sfregate bene la zona macchiata. Sciacquare accuratamente con acqua pulita tiepida. Tamponate asciugando completamente.


Macchie di sangue, uova, gelatina: Assorbire il liquido. Passate sulla macchia una spugna imbevuta d’acqua pulita, fredda, togliendo quanto più potete del liquido versato. Sciogliete mezza tazzina di sale in un litro d’acqua e passate sulla macchia con la spugna imbevuta di questa miscela. Sciacquate e tamponate per asciugare. Se la macchia persiste mescolare due cucchiai da thè di detersivo non alcalino in mezzo litro d’acqua. Passate la spugna e sciacquate.

Smalto per le unghie: I tappeti orientali sono fatti di materie prime naturali, quindi, si può togliere le macchie di smalto usando l’acetone normale. Applicate il solvente per smalto servendovi di un contagocce. Tamponate dopo qualche minuto con uno straccio non colorato per asciugare.


Macchie di cera, unto, burro, grasso: Togliete quanto più possibile della sostanza unta adoperando un coltello non tagliente o una spazzola. Ricoprite la zona macchiata con carta da imballaggio o con carta assorbente bianca, e con il ferro da stiro caldo (temperatura media) pressate delicatamente la carta. La carta assorbirà l’unto e si può ripetere l’operazione secondo la quantità dell’unto che si trova sul tappeto. Sciogliete due cucchiai da thé di detersivo non alcalino e due cucchiai da tavola di aceto bianco in mezzo litro d’acqua tiepida. Versate la miscela preparata sulla macchia. Sciacquate con acqua pulita calda. Asciugate passando su tutta la zona inumidita l’asciugacapelli a temperatura minima.


IL TAPPETO MARCITO


Un tappeto che rimane bagnato per un lungo periodo marcisce. Per ovviare a questo problema occorre eliminare le aree marce, generando così un buco che deve essere restaurato.

Nel caso che le zone di marcitura siano molto estese, occorre valutare se il restauro sia conveniente o sia opportuno invece cucire semplicemente una fodera sul rovescio per rinforzare le parti più deboli della struttura con fili sottili e resistenti.


LE TESTATE


Le testate, cioè le parti terminali del tappeto sono costituite dai fili dell’ordito che fuoriescono fino a formare le cimose e le frange. Queste sono portate a sfilarsi e sfibrarsi. Appena il tappeto mostra i primi segni di cedimento è necessario intervenire con un restauro conservativo operando una fermatura interna non visibile.


I BORDI


Nei tappeti di pregio ad alta densità di nodi, tramati e orditi in seta, la tensione dei nodi e la rigidità della struttura possono causare l’arricciatura delle bordure, non consentendo la perfetta stesura del tappeto. Il problema è che il tappeto possa strapparsi nella parte esposta alla piega. In questi casi l’unico intervento possibile è quello di intervenire sulla struttura interna, lavoro molto complesso e delicato che richiede l’intervento di un restauratore particolarmente abile.


LE TARME


Le tarme oltre a provocare gravi danni, sono anche difficili da scoprire. Vivono e si riproducono in ambienti con poca illuminazione, e sono divoratrici di lana. Normalmente stazionano nel pelo e depongono milioni di uova nel giro di poche settimane. A volte mangiano la lana all'altezza del nodo, per cui il tappeto anche se appare integro, perde la lana quando viene aspirato. In questi casi occorre irrorare il tappeto con disinfestanti particolari e rinchiuderlo in contenitori a tenuta ermetica per almeno un mese. Dopo un lavaggio energico, si può procedere al restauro. Un’astuzia per evitare il flagello delle tarme è quello di mettere nella stanza un vaso contenente delle piume: le tarme tralasceranno certamente il tappeto per deporre le loro uova sulle piume.


PICCOLE RIPARAZIONI


Piccoli interventi di riparazione al tappeto possono essere fatte da tutti: è sufficiente essere in possesso di un solido ago e del filo di lana assortito, che potete procurarvi presso i negozi di prodotti di artigianato o nelle mercerie più provviste. Alcuni tappeti hanno tendono ad incurvarsi agli angoli; si può evitare questo inconveniente stirandoli: quando il problema non si riesce a risolvere, occorre intervenire con riparazioni più complicate che è bene lasciare ad uno specialista.

Se il tappeto tende seccarsi, il problema è causato dalla lana che è portata a perdere i suoi grassi essenziali,si può restaurare in un modo abbastanza facile: stendete il tappeto su una superficie in piano, prendere un pugno di vello di montone appena tosato e non ancora trattato, e strofinarlo su ogni lato del tappeto, in questo modo ridarete al tappeto una certa quantità di lanolina.


Restauro tappetiIL RESTAURO


In caso il tappeto abbia dei danni gravi, è necessario procedere ad una vera e propria opera di restauro,Restauro tappeti lavoro così difficile ed impegnativo che occorre lasciare ad artigiani esperti e competenti.

Il restauro ha il fine di conservare e proteggere (restauro conservativo) il tappeto o di ricondurlo allo stato originario (restauro integrativo). Determinate l’importanza, l’età e la provenienza del tappeto, il restauratore ne analizza lo stato generale, sia al dritto che al rovescio, alla luce del sole; poi passa allo studio dei danni per identificare il tipo di intervento da effettuare. Il tappeto viene sottoposto a lavaggio, al fine di lavorare su fibre pulite, elastiche e morbide e per poter valutare correttamente i colori.

Questa operazione, data l’abilità e le conoscenze richieste, è piuttosto costosa e quindi deve essere eseguita solo se si è in presenza di un tappeto di elevato valore e se il costo del restauro (che non deve mai essere superiore al valore del tappeto) è conveniente.


IL BUCO



Un buco può essere provocato da cause diverse (bruciature, animali, attriti violenti causati da oggetti trascinati); se il tappeto è molto sporco le fibre perdono la loro elasticità, tendono a spezzarsi e polverizzarsi, soprattutto in ambienti troppo secchi.

Restaurare un buco significa ricostruire di nuovo una parte del tappeto. Il lavoro è particolarmente complicato ed è necessario l’intervento di uno specialista.

I nostri tappeti orientali sono esclusivamente annodati a mano e pertanto sono tutti pezzi unici.

Differenze di tinta e differenze nei disegni sono inevitabili e costituiscono precisamente il marchio di originalità di questi prodotti.


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