Tappeti Caucasici


L'area geografica che s'intende quando si parla di Cucaso, si estende a nord, a sue e a est della catena montuosa del Caucaso, dove oggi troviamo l'Armenia, l'Azerbaigian e la Russia occidentale.



 

Moschea con due minareti, Azerbaigian

 



La realtà etnico e culturale di questa regione è difficilmente inseribile in una precisa classificazione, soprattutto perché questa regione, che si estende fra il Mar Nero e il Mar Caspio, fu interessata da numerose migrazioni di popoli e di civiltà che, sovrapponendosi alle stirpi autoctone, resero molto complessa un'identità razziale caratterizzante della zona. Ancora oggi i caucasici veri e propri si suddividono in una marea di gruppi etnici come i Georgiani, i Circassi, i Ceceni, i Cosacchi, i Lesghi e gli Avari, ma assieme a questi vivono etnie di antica origine Persiana, Turca, Armena, Araba, Ebrea, Curda e Mongola, che testimoniano le varie migrazioni e integrazioni razziali che ha subito la zona. Anche a livello religioso questa zona si è sempre divisa tra Cristianesimo, Islamismo e il Buddismo.

Questa eterogeneità ha influenzato l'arte, la manifattura e il motivo dei tappeti realizzati in quest'area, che possono considerarsi "una felice sintesi di culture differenti". Queste culture hanno concorso a caratterizzare alcune peculiarità dei manufatti, sia a livello tecnico ed esecutivo che a livello iconografico.

 

Annodatura a mano dei tappeti

 


L'arte dell'annodatura caucasica vanta, nel territorio una storia antichissima. I primi esemplari giunti fino a noi risalgono al XVII secolo e provengono dalla zona di Karabagh, allora dominata dall'etnia persiana. Infatti proprio ai conquistatori Safavidi, Persiani, si deve la fondazione delle prime manifatture di tappeti. In seguito la manifattura fiorì anche presso i gruppi nomadi e nei villaggi, dove vengono realizzati esemplari di rara bellezza.

Uno degli aspetti più interessanti dei tappeti realizzati in questa regione è sicuramente l'iconografia che caratterizza gli antichi manufatti, questa riguarda la particolare rielaborazione dei simboli importati e trasmessi da diversi popoli che si insediarono nel territorio.
Caratteristici sono i tappeti con rappresentato il drago, che ripropongono un archetipo di origine Cinese, che molto probabilmente entrò a far parte della tradizione in seguito all'invasione Mongola.
Il disegno del drago, ha un significato talismanico e apotropaico, iniziò ad essere rappresentato su prestigiosi tappeti destinati alla corte, che si iniziò ad annodare a partire dal XVII secolo, nelle manifatture reali del Azerbaigian. Da allora il drago divenne uno dei motivi più riprodotti sui tappeti di origine Caucasica e continuò ad essere rappresentato fino al 1800. Con il passare del tempo la raffigurazione del Drago perde le sue connotazioni realistiche diventando sempre più astratto.
Questi manufatti presentano numerose analogie, sono generalmente ampi, dalla forma spesso allungata, presentano una decorazione esuberante, contraddistinta da un impianto a maglie romboidali, che rappresentano anche palmette, fiori, leoni e fenici. La bordura è più contenuta e spesso presenta una fascia principale a motivi floreali o a "S" rovesciate. I colori sviluppano forti contrasti tra le tinte chiare dei disegni e quelle scure dello sfondo.

Accanto a questi modelli, troviamo tappeti con motivi più naturalistici e floreali, derivanti dall'influenza della dominazione Safavide. Gli esemplari più antichi che sono giunti fino ai giorni nostri risalgono al X-VII secolo.

Tappeto con motivi floreali

Nel secolo successivo la decorazione floreale conobbe un'impostazione più movimentata e ariosa, esprimendosi con decori a fiori sparsi qua e là sull'intero campo e i ricorrenti motivi sunburst dai contorni fiammeggianti, per rappresentare il calice schiuso dei fiori.


Nel corso dell'Ottocento, da un lato l'invasione russa impose il suo controllo su molte della manifatture, obbligando una produzione di tappeti floreali di origine francese destinati all'esportazione, dall'altro nei villaggi si svilupparono numerosi laboratori artigianali, dove ancora si realizzano alcuni splendidi esemplari. La loro catalogazione risulta complessa per la grande varietà di decorazioni, a grandi linee si possono individuare degli esemplari con medaglioni centrali e altri con minuscoli disegni distribuiti sulla superficie. I motivi possono essere sia geometrici che floreali, e acquistano un particolare risalto, grazie alle loro tinte vivaci.

 

Tappeto Kazak

 


Nel corso del novecento, si iniziarono ad utilizzare tinte sintetiche e la complessità dei decori diminuì causando una progressiva perdita dei decori più originali, che vennero lentamente sostituiti con disegni d'imitazione persiana. Oggi i nuovi tappeti sono realizzati in Pakistan con motivi ispirati agli antichi tappeti Caucasici e tinti con coloranti naturali, questi tappeti prendono il nome di tappeti Kazak.